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SCUOLA INTEGRATA DI CANOA E DISCIPLINE ACQUATICHE  

Progetto NAZIONALE

Programma Specifico di Integrazione Completa tra
portatori di handicap e normodotati


CHI SIAMO

 

La Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche, formata unicamente da volontari, opera nel campo del Volontariato Sociale e Sanitario per incoraggiare e promuovere la ricerca scientifica genetico molecolare, biochimica ed immunologica sulle Atassie, e prestare sostegno globale ai pazienti atassici, alle loro famiglie e ai disabili in genere, aiutandoli nella risoluzione dei problemi derivanti dalla comparsa delle malattie. Inoltre, svolge attività di informazione e promozione alla prevenzione delle stesse, proponendo e partecipando ad iniziative e progetti di interesse sociale e culturale, e promuovendo la partecipazione e l’integrazione dei disabili neuromotori, nelle diverse attività della vita sociale.
Le atassie, o sindromi atassiche, attualmente incurabili, colpiscono il Sistema Nervoso Centrale, alterando il coordinamento dei movimenti, ma lasciando sana la mente. Non rispettano età, sesso né etnia. Solo nel nostro paese colpiscono circa 5000 persone dai 2 ai 70 anni. Le stime per le atassie secondarie non sono calcolabili in quanto associate a tutte le patologie con impegno neuro motorio.
L’età in cui la maggior parte delle patologie si manifesta è tra i 15 ed i 25 anni.
Le forme infantili sono invece congenite dalla nascita e i bambini affetti da atassia sono in aumento negli ultimi anni.
Uno dei principali fattori rallentanti di queste patologie, soprattutto nei giovani e nei bambini, è lo sport. La precocità di terapie fisioterapiche aiutano e rallentano il degenerarsi della patologia. Inoltre, l’attività fisica, oltre che veri e propri benefici a livello fisico e muscolare, insegna a controllare meglio i propri movimenti, e aiuta a superare quell’handicap psicologico che la propria disabilità comporta
Lo sport rende più facile l’integrazione sociale, soprattutto per quei giovani e giovanissimi che all’improvviso si trovano ad affrontare una diversità fino ad allora sconosciuta, o per i bambini, che scoprono nel gioco una differenza con i coetanei spesso traumatica.
AISASport, sezione dell’associazione impegnata a gestire e promuovere progetti ed eventi sportivi per la promozione e la conoscenza delle atassie e per la raccolta fondi, ha voluto porre, tra le sue finalità, la promozione della attività fisica, e la creazione di gruppi sportivi per la preparazione di squadre miste integrate in diverse discipline.
AISASport ha trovato fin dalla sua nascita moltissimi amici tra gli sportivi, entusiasti e partecipi, e già nel corso del 2002 sono nate diverse iniziative che hanno avuto un ottimo riscontro di pubblico e l’entusiasmo dei ragazzi.

L’acqua, per i malati neuromotori, rappresenta uno degli elementi più utili ed efficaci nelle cure fisioterapiche, soprattutto nei bambini e negli adolescenti.
Inoltre, gli sport a contatto con la natura, aiutano molto anche psicologicamente i nostri ragazzi permettendo un approccio più semplice e tranquillo, in un ambiente sano e sereno.
Oggi sono diverse le discipline che, recuperando antichi rapporti dell’uomo con la natura, hanno trovato una loro importante applicazione nelle terapie mediche: oltre all’idroterapia, basti pensare all’ippoterapia, e alle cure con animali, come i delfini o i cani.

Raccomandare il kayak e/o la canoa canadese a praticanti disabili è giustificato da più di una ragione, trattandosi di attività all’aria aperta, veramente alla portata di una vasta categoria di persone, le attrezzature sono poche ed essenziali. La semplicità del gesto motorio consente ai disabili psichici di raggiungere rapidamente un buon livello di apprendimento. Il limitato coinvolgimento degli arti inferiori lo rende particolarmente adatto ai disabili motori, ovviando a quegli ostacoli che la natura e gli uomini stessi pongono sulla terraferma al movimento. L’organizzazione oltre che lo stesso svolgimento dell’attività consente inoltre una significativa occasione di socializzazione nell’ambito dei gruppi in formazione.

Gruppi eterogenei di persone di diverse capacità ed abilità possono quindi trovare una loro dimensione nella vasta gamma di attività che fanno della canoa uno sport alla portata di tutti, la pratica della canoa si dimostra inoltre particolarmente indicata per i disabili motori nel perseguimento di una adeguato sviluppo muscolare, una buona coordinazione e rapidità di movimenti ed una appropriata resistenza allo sforzo fisico.
Nel percorrere un itinerario reso piacevole e stimolante diventa più agevole il raggiungimento di tali obiettivo.
Nella lotta con se stesso il disabile, per migliorarsi impara a superare la fatica, generalmente inevitabile durante l’approccio di una nuova attività motoria.

Poter nuotare in un lago, remare su di una canoa, andare a cavallo, veleggiare su una barca a vela: attività apparentemente lontane e irraggiungibili per persone con gravi handicap, ma spesso poco conosciute anche dai ragazzi “normali”, soffocate dall’avvento della tecnologia.

Tante attività legate alla natura, una volta indispensabili mezzi di sopravvivenza, sarebbero morte se lo sport oggi non le avesse recuperate facendole proprie.Lo sport quindi, come custode di tradizioni e attività dimenticate, ma anche e soprattutto veicolo di educazione ambientale e importante fattore di integrazione sociale.

IL PROGETTO

 

L’idea nasce dall’incontro con alcuni Campioni della Canoa internazionale, che, come volontari in AISASport, hanno contribuito a dar vita alla prima Scuola Integrata di Canoa e Discipline Acquatiche.
Il progetto nato a Roma, sede nazionale dell’AISA, si propone come progetto “pilota”, da sviluppare in futuro in altre regioni e con altre discipline.
La sede del progetto era una delle postazioni di allenamento della Federazione Italiana Canoa Kayak, in disuso da molti anni, adibita durante le olimpiadi di Roma del 1960 a biglietteria e servizi.
E’ la sede da dove è partito il progetto “pilota”, l’area ristrutturata ed attrezzata, dispone di spogliatoi, bagni e docce, un’area giochi attrezzata, una piccola spiaggia con un’area destinata alla scuola di nuoto, dotata di canoe sia per l’attività amatoriale che l’attività agonistica, barche di Dragon Boat, Canoe Polinesiane ed altro. La scuola è rivolta ai giovani ed ai giovanissimi.
I bambini più piccoli, oltre che giocare con l’acqua ed imparare le diverse discipline, avranno giochi ed attività mirate per loro.
Per i più grandi, vere e proprie attività sportive: attraverso l’insegnamento della canoa, del nuoto e della pallanuoto, ma anche del Beach Volley, o della Pesca sportiva, i ragazzi disabili e non, si troveranno ad affrontare, con l’aiuto di esperti e tecnici preparati, la fatica dell’allenamento ed il gioco di squadra, imparando a mettersi in discussione e confrontarsi. Sono avviate le collaborazioni con i diversi Comuni e delle istituzioni preposte. I ragazzi e i bambini che vengono da fuori Roma faranno dei soggiorni-vacanza presso strutture organizzate per seguire i corsi e vivere con il centro tutte le molteplici attività.

Attraverso il gioco e l’insegnamento di uno sport, il progetto vuole sviluppare una potenzialità educativa come veicolo di diffusione dei valori etici, civili, sociali e culturale di rispetto umano e naturalistico verso le giovani generazioni.
Avvicinando alle discipline acquatiche le persone con disabilità e persone senza disabilità,  in un ambiente sereno e naturale, a contatto con la natura, e attraverso sport dal profondo spirito di squadra, la scuola vuole creare un punto di incontro e di aggregazione in quello spirito che rende lo sport così speciale, e che spesso viene a mancare nella vita quotidiana dei giovani, e non solo.
La difficoltà maggiore è data dal fatto che per ogni bambino, ragazzo o comunque persone co disabilità occorre un Istruttore, il rapporto per loro è 1 a1 non come succede con i non disabili dove solitamente un Istruttore tiene gruppi anche di 15/20 ragazzi. Questo perché ogni tipologia di handicap è diversa e diversamente va affrontata,  sia atleticamente che psicologicamente, inoltre anche il tipo di imbarcazione può variare secondo  il tipo di handicap. Pertanto pur lavorando in gruppo per integrarsi completamente, saranno anche seguiti singolarmente da un Istruttore che li seguirà per tutto il percorso formativo e sportivo.
La scuola ha una vera e propria attività agonistica.
L’attività agonistica, oltre a stimolare ed entusiasmare i ragazzi, sarà anche importante veicolo di promozione ed informazione per l’integrazione sociale e per una miglior qualità di vita delle persone con disabilità.
Il supporto e la collaborazione attiva di campioni di fama internazionale permetteranno a queste squadre di dimostrare tutto il loro valore, sul piano agonistico e umano.